I
castelli e più ancora le abbazie furono centri culturali
di prim'ordine : basti pensare alle opere pittoriche e scultoriche
che si svilupparono in questi luoghi romiti; alla custodia
e traduzione di antichi manoscritti e alla creazione e diffusione
di opere teologiche, filosofiche e letterarie.
Chi vuole rendersi conto di quest'ingente patrimonio basta
salire ad una di queste abbazie per sbalordire il suo spirito
di fronte ad una così ingente mole di opere dove lavorarono
insigni artisti come Cimabue e Giotto, i Dellarobbia, Michelangelo,
Beato Angelico, Andrea del Castagno, opere di scuola fiorentina
ed emiliana e nella costruzione degli immobili troviamo
maestri muratori di chiara fama come i maestri Comacini.
Tra i monumenti importanti lasciateci dalle civiltà che
si sono susseguite nell'arco di 3000 anni di storia ricordo
la città etrusca di Misa dove,oltre alla planimetria della
città e resti murari e oggettistiche sono stati ritrovati
un po' dovunque. A questo punto voglio ricordare i
ritrovamenti nel comune di Marzabotto.
I Romani hanno lasciato nelle nostre valli oltre la via
della Futa e della Porettana le strade Flaminia Minor e
la Flaminia Minor Militare che muoversi da Arezzo passava
per Scarperia, saliva al Passo della Futa e di qui per il
monte Bastione, Monzuno, Brento congiungeva Bologna.
Un'opera idraulica di notevole importanza lasciateci dai
romani è l'acquedotto che raccoglie le acque purissime del
fiume Setta che porta per una lunghezza di Km 20 alla città
di Bologna.
Don
Evaristo Stefanelli
Articolo scritto per questo sito.
Falciatrice trainata dai buoi
Foto di Piccirilli Emilio