Parco
Storico Monte Sole - Introduzione
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Parco"
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Il
29 settembre 1944 unampia fascia di territorio compresa
fra i fiumi Reno e Setta nei Comuni di Marzabotto, Grizzana,
Monzuno, venne circondata dallesercito tedesco e da
truppe speciali delle SS e fatta oggetto del più
grande massacro di civili perpetrato nellEuropa occidentale
durante la seconda guerra mondiale. Nelleccidio di
Monte Sole (la cima della zona che oggi per estensione designa
lintera area), più noto come eccidio di Marzabotto
(il comune più colpito) morirono 770 persone.
A
Vado, presso Monte Sole, era nata nel novembre 1943 la brigata
partigiana Stella Rossa. Con azioni di guerriglia
contro lesercito di occupazione e di sabotaggio alle
linee telegrafiche e telefoniche e alle importanti vie di
comunicazione che attraversano le valli del Reno e del Setta,
la Stella Rossa rendeva insicura la presenza
dei tedeschi ed ostacolava il traffico di mezzi e di truppe
in un punto nevralgico delle comunicazioni fra il Nord e
il Centro Italia. Quando nellestate del 1944 gli Alleati
sfondarono la Linea Gotica e si avvicinarono a pochi chilometri
da Bologna, Monte Sole rimase lultimo baluardo naturale
prima del capoluogo emiliano. La sua importanza strategica
si accrebbe fino a divenire decisiva per le sorti della
campagna d'Italia e venne impartito lordine di ripulire
tutta larea dai ribelli, pericolosi sia
in caso di attacco nemico che di ritirata. Non diversamente
da quanto era accaduto in altre parti dItalia centrale
loperazione si risolse nellintero massacro della
popolazione: dal 29 settembre al 5 ottobre i nazisti batterono
la zona anche grazie alla collaborazione dei fascisti locali,
uccidendo, saccheggiando e bruciando le abitazioni. La maggioranza
delle 770 vittime di questo massacro furono donne, anziani
e bambini, oltre a 5 sacerdoti.
Le comunità insediate a Monte sole da secoli, famiglie
di piccoli proprietari e mezzadri, sparse in casolari e
borghi, vennero cancellate in pochi giorni. A S.Martino,Casaglia,
San Giovanni di Sotto, Cerpiano, e in molti altri nuclei
abitativi di crinale, la vita cessò del tutto.
Altre
uccisioni furono compiute nel periodo precedente e successivo
alla strage: durante lultimo conflitto vennero così
uccisi dai nazifascisti 955 cittadini dei comuni di Marzabotto,
Monzuno e Grizzana. Di queste vittime, 216 erano i bambini
con meno di 12 anni, 316 le donne, 142 gli ultrasessantenni.
Molte
altre persone morirono per lo scoppio di mine, malattie
dovute allo sfollamento, bombardamenti... Complessivamente
il secondo conflitto mondiale privò i comuni di Marzabotto,
Monzuno e Grizzana di 1676 cittadini. Numerosi furono i
caduti, in maggioranza per mano nazifascista, riconosciuti
come Partigiani della Stella Rossa: 150, tra i quali 25
donne.
Dopo leccidio e le distruzioni della guerra (per tutto
linverno il fronte si arrestò su queste colline)
la risalita a Monte Sole fu limitata alle pendici più
prossime alle valli del Setta e del Reno, mentre crebbe
il centro di fondovalle di Marzabotto dove nel 1961 fu inaugurato
il Sacrario ai caduti. Il ritorno a Monte Sole venne ostacolato
da motivazioni di ordine psicologico e materiale: le difficoltà
per molti sopravvissuti a tornare sui luoghi pieni di strazianti
memorie, la distruzione dei borghi e delle case sparse,
la scarsa viabilità, la mancanza di infrastrutture,
la pericolosità dei luoghi disseminati di ordigni
inesplosi che provocarono morti anche dopo la guerra. A
partire dagli anni 70 sul piano politico e culturale
si aprì unampia riflessione sulle potenzialità
educative e formative insite nella creazione a Monte Sole
di un Parco dedicato alla memoria della Resistenza e degli
eccidi, riflessione non disgiunta dalla volontà di
un più generale recupero produttivo ed ambientale
del territorio. Dello stesso periodo è la risalita
della Chiesa bolognese a Monte Sole che si compie con linsediamento
in questi luoghi della comunità di Don Dossetti a
metà degli anni ottanta.
Nel
1982 nasce anche il Comitato Regionale per le Onoranze ai
Caduti di Marzabotto, con il compito di mantenere vivo il
ricordo delle vittime e diffondere gli ideali di libertà,
pace, democrazia.
Su proposta del Consiglio Provinciale di Bologna il 27 maggio
1989 la Regione Emilia Romagna approva la legge istitutiva
del Parco Storico di Monte Sole. Compreso fra i fiumi Reno
e Setta nei Comuni di Marzabotto, Grizzana Morandi, Monzuno
(per una superficie complessiva di circa 6.300 ettari),
il Parco copre pressoché tutta larea circondata
dai nazifascisti nellautunno del 1944. Ad esso la
Legge Regionale affida il compito di conservare e diffondere
la memoria degli eccidi di Monte Sole e di promuovere a
partire dagli alti valori di democrazia e libertà
che animarono la Resistenza leducazione alla pace
per le giovani generazioni. Al tempo stesso il Parco vuole
conservare e valorizzare il patrimonio ambientale e paesaggistico
della zona, di particolare pregio.
Nel 1994 per la realizzazione e la gestione del Parco si
è costituito il Consorzio di Gestione del Parco Storico
di Monte Sole. Ne fanno parte i Comuni di Marzabotto, Grizzana
Morandi, Monzuno, Bologna, la Provincia di Bologna, le comunità
montane Alta e Media Valle del Reno e delle Cinque Valli
Bolognesi.