Appunti
di storia: da Pitigliano (secolo X) a Rocca Pitigliana (XIX
secolo)
Alcuni
centri minori della montagna bolognese, che oggi sono semplici
borgate, ebbero nel Medio Evo una vita rigogliosa. Vigo
fu centro amministrativo importantissimo probabilmente all’epoca
romana ma certamente nell’Alto Medio Evo (secoli VIII –
X) e nel periodo comunale. Pitigliano, oggi Rocca Pitigliana,
ebbe la stessa importanza (A.Palmieri 1929). Sin dai tempi
della Contessa Matilde di Canossa (1055 – 1115), la strada
di Savignano era il collegamento preferito, tra Bologna
e Pistoia, per i crociati che andavano ad imbarcarsi a Pisa.
Il ponte di Savignano, però, ogni tanto rovinava
(1259, 1300 e 1370), così i viaggiatori erano costretti
a deviare il percorso, prendendo la strada di Pitigliano
e Bombiana. Queste furono le occasioni che hanno dato al
paese l’opportunità di essere prima conosciuto e
successivamente considerato meta da coloro che ne rimanevano
fatalmente attratti.
La
Chiesa del paese, dedicata all’Arcangelo S. Michele, si
trova nominata per la prima volta nel 1235; ma quella a
cui ci si riferisce, non corrisponde a quella attuale, infatti
alcune testimonianze la localizzano a Prunaro, ai piedi
del Monte della Croce, a sbalzo sul fiume Marano.
Il
paese di Rocca Pitigliana ebbe anticamente, come ricorda
il suo nome, una rocca o castello. Fra le terre che appartenevano
alla Contessa Matilde di Canossa nell’alto Appennino occidentale,
quasi a confine con il modenese, vi erano quelle comprese
tra Bombiana e Montecavalloro. Quella che è l’attuale
Chiesa, scolpita nella roccia al centro del paese, sembra
essere stata un castello che rientrava fra i possedimenti
della Contessa Matilde.
La
guerra sorta per ragioni di confini tra Bologna e Pistoia
nei primi anni del XIII secolo, ha indotto il Comune di
Bologna ad inviare un governatore nella montagna: il Podestà
della Montagna. Le sua prima residenza è quella di
Vigo, ma nel 1250 la Repubblica, con un riordino interno,
porta i Podestà a tre: Casio, in sostituzione di
Vigo, Scaricalasino e Castel Leone, sopra Bombiana.
Nel
1314 la sede della Podesteria di Castel Leone viene trasferita
a Rocca Pitigliana, la quale, situata alla confluenza delle
valli formate dalle alture di Belvedere, Castel Leone, Pietracolora
ed Affrico, viene a trovarsi in una posizione più
sicura per l’esercizio delle funzioni.
Il
peso del paese nella politica territoriale continua a progredire.
Nel 1376 a Rocca Pitigliana viene creata la sede di uno
dei Vicariati che sorgono in sostituzione delle Podesterie.
La sua giurisdizione è molto vasta e comprende: Affrico,
Volpara, Pietracolora, Rudiano, Cereglio, Musiolo, Sassomolare,
Susano, Labante, Roffeno, Lissano, Aiano, Montecavalloro,
Prunarolo, Castelnuovo, Savignano e Rocca Corneta sul Dardagna.
Tale rimane sino al 1453, salvo per Rocca Corneta sul Dardagna
che passa nel frattempo al Vicariato di Capugnano.
Attorno
al 1380 una feroce pestilenza infierisce sulle terre del
Vicariato di Rocca Pitigliana, colpendo in modo significativo
il clero, per il contatto diretto che ha con i malati. Questo
crea la necessità di nuovi sacerdoti, ed è
pure la spiegazione della presenza di molti medici nel paese,
i quali avevano probabilmente imparato l’arte, nella famosa
scuola di medicina pratica della vicina Costonzo.
Alla
fine del 1300 esistono anche maestri muratori, i quali,
occupandosi di commercio della calce e di appalti, provengono
in prevalenza da Como e Milano, in viaggio per partecipare
alle grandi costruzioni nelle città toscane. Nel
casolare della Volpara abbiamo tuttora vecchie costruzioni
di quei maestri detti "Comacini", il cui stemma
era composto da una squadra, un compasso ed un martello.
Il
paese a quel tempo, essendo capoluogo di un esteso Vicariato,
concentra in sé gran parte della vita e le funzioni
sia amministrative che giudiziarie, richiamano in paese
numerosi valenti notai ed artigiani i quali, a loro volta,
danno rinomanza al paese.
Al
1502 risale invece la attuale Chiesa che troviamo ergersi
al centro del paese, la quale viene ricostruita nel 1695
e dotata del campanile sulla roccia solo nel 1696; al suo
interno, l’altare di S. Michele Arcangelo ricorda la scuola
di Guido Reni.
Nel
1803, con la costituzione della Repubblica Italiana, Rocca
Pitigliana con Affrico, Pietracolora, S. Maria Villiana
e Volpara fa parte del Distretto di Vergato.
Nel
1866 tutte queste frazioni vengono aggregate a Gaggio Montano,
dando origine all’attuale Comune.
Brusa
d'uliva (Per gentile concessione del Sig. Franco Piacentini)
Massimiliano
Piacentini
Rocca
Pitigliana, 30 luglio 2004

Foto
di Massimiliano Piacentini
Bibliografia
1781 Calindri Serafino "Dizionario
corografico, georgico, orittologico, storico, etc. della
Italia. Montagna e collina del territorio bolognese. Parti
I " Opera della società corografica.
1781 Calindri Serafino "Dizionario
corografico, georgico, orittologico, storico, etc. della
Italia. Montagna e collina del territorio bolognese. Parte
II" Opera della società corografica.
1782 Calindri Serafino "Dizionario
corografico, georgico, orittologico, storico, etc. della
Italia. Montagna e collina del territorio bolognese. Parte
III" Opera della società corografica.
1782 Calindri Serafino "Dizionario
corografico, georgico, orittologico, storico, etc. della
Italia. Montagna e collina del territorio bolognese. Parte
IV" Opera della società corografica.
1783 Calindri Serafino "Dizionario
corografico, georgico, orittologico, storico, etc. della
Italia. Montagna e collina del territorio bolognese. Parte
V" Opera della società corografica.
1898 Don Emanuele Meotti
"Gaggio Montano e i nuovi edifizi sacri".
1929 Arturo Palmieri "La
montagna bolognese del Medio Evo".
1938 Arturo Palmieri "L’Appennino
bolognese".
1953 Dott. Giancarlo Pascale
"Cose antiche e nuove a Gaggio Montano"
articolo in "La Mercanzia" di settembre.
1956 DC Comitato Provinciale
di Bologna "Le realizzazioni di un Comune. L’Amministrazione
comunale di Gaggio Montano dal 1951 al 1956".
1964 Luigi Bortolotti "I
Comuni della Provincia di Bologna"