La
parola ...... magica formula dell'espressione umana, dalla
fanciullesca sillaba del neonato all'ultima parola del morente.
E' grazie alla parola, prima istintuale, spontanea, che
si sono salvati patrimoni di cultura che altrimenti sarebbero
andati irrimediabilmente persi ed è grazie all'opera di
volontari che ne hanno colto l'essenza , che possiamo ora
apprezzare "spaccati"di vita appenninica,
tramandati dagli avi che con la scrittura nulla avevano
a che vedere se non qualche sacerdote, qualche medico o
farmacista o altri personaggi di rilievo nella vita dei
paesi. Ed è così che possiamo ora udire ciò che costituiva
la vita dei nostri nonni, il patrimonio di "vissuto"
che essi hanno sempre esternato nelle loro "ninnananne"
, canti, proverbi e ballate nonché favole zirudelle e filastrocche.
Non è stato semplice, per chi lo ha fatto, rintracciare
di borgata in borgata, di casa in casa, gli anziani, a volte
reticenti, meravigliosi maestri di versi, rime melodie,
ma è grazie ad essi e chi ha dedicato loro gran parte del
proprio tempo libero, che i nostri eredi potranno capire
ed apprezzare ciò che è stato il passato, dalle testimonianze
preziose ed in maniera diretta, spontanea.
