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Notizie sulla figura storica del brigante \'lo spirito\' (2010-05-15)
Castiglione-appassionato storico e scrittore claudio evangelisti, affascinato dalla figura storica del brigante’lo spirito’scrive un libro di prossima presentazione con dettagli sulla cattura a Castiglione e con descrizione di interessanti luoghi e persone dell’Appennino-“Ho avuto la fortuna di conoscere i boschi di Castiglione dei Pepoli a dieci anni quando, per la prima volta , andai in "campeggio col prete" a San Giacomo delle Calvane vicino a Baragazza. .Il campeggio era organizzato in perfetto stile paramilitare: Don Silvio con la mimetica e il basco nero , noi con i cappellini mimetici dove attaccavamo le "campagne" ;(continuai ad andarci per quattro anni anni) le stellette e i vari brevetti di assaltatore , camminatore , infermiere...mi ricordo bene quando andavamo nel bosco di notte divisi per squadre a giocare a "pilate" , ci si nascondeva e poi ci si uccideva a colpi di torce illuminando gli avversari, o quando si faceva a cerbottanate in mezzo alle felci. Poi ‘erano le camminate fino al cimitero tedesco e alla sera un bel bicchiere di spuma giù in paese dove abitava la figlia del rosso; ma anche i terribili "delegati" che fungevano da nonni e ci infilavano i serpenti e i rospi dentro i sacchi a pelo.Durante una camminata lungo il fiume verso il Brasimone, trovai anche un elmetto tedesco che scambiai poi per un cinturone inglese e mi ricordo bene che allora si trovava ancora un sacco di materiale militare , come a ricordare l'asprezza di quanto avvenne sulla linea Gotica-così esordisce Claudio Evangelisti, scrittore quarantacinquenne,bolognese di nascita,castiglionese d’adozione e che a giorni pubblicherà un intrigante libro che riguarda la storia di Castiglione stessa e di tanti altri luoghi dell’Appennino dal titolo”Lo Sirito-Il brigante del Papa Re”
Ho incominciato a scrivere questo libro un anno fa-continua- perchè incuriosito dalla vicenda di questo mugnaio dell' Appennino bolognese , ritratto nella posa dei briganti di allora e mi son chiesto cosa ci faceva un brigante nel bolognese , quando il fenomeno del brigantaggio era solo al sud? stavo cercando una casa in affitto per i fine settimana e trovata a Ca' de Rossi , venni a conoscenza che proprio lì ,nel 1861 , lo Spirito aveva ucciso in un duello un brigadiere dei carabinieri.Tramite Staro Placida , che si occupa della divulgazione dei balli montanari e delle tradizioni locali , sono venuto a sapere che il professor Marco Poli , per dieci anni aveva raccolto materiale sullo Spirito ma non aveva mai trovato il tempo di scrivere un libro su di lui; L'ho contattato tramite internet , ci siamo visti durante una sua conferenza e ha acconsentito a passarmi tutta la voluminosa documentazione sullo Spirito , estratta dall'Archivio di Stato.Ho fatto indagini presso gli anziani della zona , parlato con studiosi , consultato biblioteche , pro loco , i discendenti , le parrocchie e ho girato parecchi cimiteri.Il risultato di questa ricerca è un libro di 200 pagine che narra la cronaca delle zone dell'Appennino bolognese tra il 1860 e il 1863 , quando i montanari del bolognese si videro imporre la leva obbligatoria dai Savoia e sucessivamente imporre tasse e soprusi da parte dei nuovi padroni piemontesi.
La parte del libro che più affascina l’autore è l’arresto de “ lo Spiririto” da parte della Guardia Nazionale di Castiglione dei Pepoli e che egli così rammaenta “….O tu che mi vedi in viso ogn’or contento sappi ch’io fuggo di balza in balza el nemico riempio di spavento!Questa rima era scritta nel bordo inferiore di una foto che comincio’ a circolare tra le montagne che andavano da Castiglion dei Pepoli fino alla vallata dell’Idice.Il santino , raffigurava un giovanotto abbronzato , dal viso scarno e dallo sguardo beffardo con lo schioppo tenuto pied’arm. Costui era il mugnaio Gaetano Prosperi detto “lo Spirito” che con la sua banda di disertori , tenne in scacco le forze dell’ordine per quasi tre anni fino al momento in cui fu arrestato dai carabinieri e dalla Guardia Nazionale di Castiglione.
Il 18 ottobre 1862 , lo Spirito ferito gravemente alla mano sinistra e in preda agli spasimi andò a bussare alla porta dell’abitazione vicino alla chiesa di Monteacuto Vallese , dove abitava il suo amico Ilario Daghini. A nulla valsero le cure delle donne della famiglia e visto l’aggravarsi delle condizioni e l’impossibilità di ricevere aiuto dai medici condotti che erano tenuti sotto controllo dalle forze dell’ordine , lo Spirito decise di inviare il Daghini a comunicare che si sarebbe costituito ai carabinieri di Castiglione. Il delegato di P.S. del mandamento di Castiglione , certo Aldini (che all’epoca comprendeva anche il comune di Piano) si precipitò a cavallo verso Monteacuto con l’unico carabiniere rimasto in caserma. Nel frattempo però che il Delegato cavalcava verso la momentanea dimora del brigante , furono avvertiti anche i carabinieri e i tre militi della G.N. di Castiglione che erano alla caccia del Prosperi. I carabinieri invece di aspettare il Delegato, ritenendo di dover approfittare di momenti tanto preziosi si portarono immediatamente sul posto, ed il Brigadiere Nicola Costantini , comandante la brigata giunse per primo a Monte Acuto davanti alla casa dove si nascondeva lo Spirito. Fece disporre i tre militi della G.N. in modo da assicurare ogni uscita esterna e s’introdusse colla pattuglia dei carabinieri all’interno della casa , ove trovarono lo Spirito disteso sul letto ed alla domanda fatta dal brigadiere e cioè se fosse lui Gaetano Prosperi di Lògnola , il bandito annuì cedendo le armi e si consegnò ai carabinieri.A questo punto sul momento dell’arresto dello Spirito girano numerose versioni , quella della guardia nazionale dice che addirittura ci fu una colluttazione , questo sicuramente per rendere più “eroica” la cattura , aggiungendo pure che il popolo si radunò festante vedendo lo Spirito procedere in manette scortato dalle guardie in direzione del carcere di Castiglion de Pepoli.”
Veronica Balboni
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