Gli
Articoli di Veronica:
Ricordi del passato del Cav. Giovanni Pelagalli (2010-05-25)
QUALTO(S BENEDETTO VAL SAMBRO)-GIOVANNI PELAGALLI (FONDATORE DEL MUSEO “MILLE VOCI MILLE SUONI”RICORDA SEMPRE CON ESTREMO PIACERE QUEL LONTANO 1973 A QUALTO OVE INSIEME ALLA MOGLIE ED UNA SPARUTA CLASSE DI RAGAZZI MISE IN AZIONE UNA RICE-TRASMITTENTE X CONTATTARE TUTTO IL MONDO
“Mille Voci…mille suoni” un museo da “…mille e una notte” che dona alla città di Bologna e a tutta Italia grande lustro, una mirabile collezione creata da Giovanni Pelagalli che, pur guardando al futuro, non dimentica(anzi, ricorda con estrema nostalgia) quel lontano 1973, a Qualto(San Benedetto Val di Sambro) anno in cui portò una piccola classe ad essere assai all’avanguardia, vuoi per i tempi, vuoi per l’Appennino. Bruna Dall’Olio insegnante, Giovanni Pelagalli marito, tecnico e mago, con Morena, Sabrina, Simonetta, Maurizio, Monica e Oberdan iniziarono così la loro avventura di radioamatori con l’installazione di una stazione radio rice-trasmittente nell’aula scolastica con relativa antenna “ direttiva” sul campanile della Chiesa ed in breve il piccolo borgo montano riuscì a comunicare con tutto il mondo! Una maestra proveniente da Bologna, un’aula ricavata dalla canonica della Chiesa parrocchiale con sei piccoli allievi tutti riuniti in una “pluriclasse”, unici e soli scolari della scuola elementare locale, il marito della maestra tecnico radio-elettronico nonché…illusionista con il nome d’arte Mister Shadow, un saluto, una carezza, un sorriso e via…con l’inizio dell’anno scolastico! Gli ingredienti per un racconto d’altri tempi ci sarebbero tutti, ma non certo per un lavoro di fantasia, bensì per “Una splendida esperienza – commenta Pelagalli – dal punto di vista tecnico, ma soprattutto umano. Quando i radioamatori sentivano che “in frequenza” c’era una scolaresca – prosegue- tutti desideravano entrare in contatto ed i bambini erano così stimolati da questo esperimento, che facevano a gara ad essere sempre più veloci e sintetici nei collegamenti che avvenivano più frequentemente con il resto d’Italia, la Spagna e la Francia.” E fu proprio così che una mini-scuola della montagna potè vantare lezioni speciali con programmi assai inediti, senza contare che una volta alla settimana, grazie ad un proiettore seminuovo del Pelagalli ( tra le altre cose appassionato collezionista ), i bambini potevano assistere a proiezioni didattiche acquisite dal Provveditorato agli studi nonché dalla collezione di….Mister Shadow che tra una proiezione e l’altra incantava i bimbi con un foulard rosso che appariva, scompariva o cambiava colore. Dove è finita, ora la rice-trasmittente ed il proiettore che allietavano le lezioni nel lungo inverno dell’Appennino? Essi ora arricchiscono l’immensa collezione del museo di cui Giovanni Pelagalli ne è il fondatore e direttore, un museo con pezzi assai rari esposti per raccontare la storia della radio, della televisione, della fonografia, del cinema, delle macchine musicali meccaniche, la storia dei tre fratelli Ducati e mille cose ancora. E’ nel ricordo di quel periodo che ora, “ il marito della maestra Bruna”, come ha sempre amato definirsi parlando di quel periodo, lancia costantemente un invito in Appennino, agli insegnanti in particolare, agli allievi ed a tutti coloro che nel passato intravedono le basi del futuro, per visitare questo interessantissimo museo, per scoprire le ‘radici’degli attuali ‘sms’, mms e tutto ciò di cui disponiamo ora per una sempre più affascinante comunicazione … perché fra le pieghe del tempo e dei ricordi, il mago… incanta ancora.
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