"Gli Appennini sono per me un pezzo meraviglioso del creato. Alla grande pianura della regione padana segue una catena di monti che si eleva dal basso per chiudere verso sud il continente tra due mari (....) è un così bizzarro groviglio di pareti montuose a ridosso l'una dall'altra; spesso non si può nemmeno distinguere in che direzione scorre l'acqua."
J. W. Goethe, Viaggio in Italia (1786 - 1788)
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* ITALIA E BRASILE A TAVOLA (2026-10-11)



Italia e Brasile, pur essendo separati dall’Atlantico, hanno costruito una solida relazione nella quale migrazioni, lavoro, cultura, impresa e, naturalmente, cucina hanno avuto un ruolo fondamentale. È soprattutto grazie alle comunità italiane emigrate in Brasile che molte nostre tradizioni sono entrate in contatto con quelle sudamericane, dando origine a una vera cultura italo-brasiliana della tavola.
La grande ondata di migrazione dall’Italia al Brasile si sviluppò soprattutto tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento; l’inizio è tradizionalmente considerato Il 1874, quando la nave La Sofia, con circa 400 emigranti italiani, arrivò nello Stato di Espírito Santo. Successivamente gli italiani rappresentarono una quota molto rilevante dell'immigrazione europea diretta in Brasile, attorno a 1,4 milioni. Molti si stabilirono nello Stato di São Paulo ed in altre aree dedicandosi all’agricoltura, ma anche all'artigianato, al commercio e all'industria; la presenza italiana si trasformò progressivamente da fenomeno migratorio in una componente stabile della società brasiliana. Anche oggi questo legame d è straordinariamente importante: i brasiliani di origine italiana sono circa 32 milioni
Questa ondata migratoria ha naturalmente portato con sé anche le abitudini alimentari dei migranti, che portarono con sé sementi, conoscenze agricole, tecniche di conservazione, modi di fare il pane, preparare la pasta, utilizzare il pomodoro, trasformare il latte, allevare animali e soprattutto una concezione della tavola come momento familiare e comunitario.
Iniziò così un periodo di adattamento e trasformazione in quanto gli italiani dovettero confrontarsi con un territorio molto diverso da quello italiano Europa e con prodotti sconosciuti nelle loro regioni d'origine: manioca, mais, frutti tropicali, peperoncino, caffè e entrarono progressivamente nelle loro abitudini alimentari, affiancandosi a quelli tradizionali come pasta, pane, formaggi, salumi, pomodoro e vino.Da questo incontro nacque una gastronomia nuova.
Uno degli esempi più evidenti è la pasta che in Italia si presenta in diversi formati: tagliatelle emiliane, trofie liguri, orecchiette pugliesi, spaghetti napoletani e moltissime altre forme. In Brasile la pasta si chiama” macarronada” termine che indica genericamente la pasta (e soprattutto gli spaghetti), e rappresenta il tipico e abbondante piatto unico della domenica in famiglia. .Analogo è il caso della pizza che, soprattutto a São Paulo, è diventata popolarissima e con farciture spesso assai differenti da quelle della tradizione italiana. Anche la polenta si è affermata, pur in forma differente dalla nostra bramata; qui si usa la fubá, una farina di mais macinata finissima (come da tradizione indigena e africana); la polenta brasiliana é quindi tendenzialmente più liscia e vellutata rispetto alla nostra
Ricordiamo poi che gli immigrati italiani contribuirono anche ad un importante sviluppo della viticoltura brasiliana; d’altra parte, il Brasile rafforzò l’abitudine all’uso del caffè.
Per comprendere davvero la differenza fra le due cucine, può essere interessante riferirsi ad una preparazione apparentemente semplicissima.

La pasta al pomodoro: versione italiana

Spaghetti al pomodoro
Ingredienti per 4 persone
• 320-360 g di spaghetti
• 500-600 g di pomodori pelati o passata di pomodoro
• olio extravergine d'oliva
• 1 spicchio d'aglio oppure poca cipolla
• basilico fresco
• sale
• Parmigiano Reggiano, facoltativo
Preparazione
Si prepara un soffritto molto leggero con olio extravergine e aglio. Si aggiunge il pomodoro e si lascia cuocere fino a ottenere una salsa equilibrata e non eccessivamente densa.
Gli spaghetti vengono cotti al dente, scolati e terminati nella padella insieme al sugo, in modo che la pasta assorba la salsa.
Il basilico viene aggiunto alla fine. Un filo di olio extravergine completa il piatto; il Parmigiano può essere aggiunto secondo la tradizione familiare.
Il risultato ricercato è l'equilibrio: pasta, pomodoro, olio e basilico devono riconoscersi senza che uno degli ingredienti cancelli gli altri.
La versione italo-brasiliana : la macarronada


In Brasile un’analoga preparazione è la “macarronada al sugo”, ecco la ricetta:
• pasta corta o spaghetti;
• salsa di pomodoro;
• cipolla e aglio;
• carne macinata oppure salsiccia;
• peperone, secondo la tradizione familiare;
• olive;
• prezzemolo o altre erbe;
• formaggio grattugiato;
• olio o altro grasso da cucina.
La salsa può essere più abbondante rispetto alla versione italiana e il condimento può diventare quasi protagonista del piatto.

Come abbiamo visto, In Italia il pomodoro incontra la pasta all'interno di una storia gastronomica regionale costruita nel tempo. In Brasile quella stessa combinazione entra in contatto con una società diversa, con altri ingredienti e altre abitudini alimentari.
Nasce così una cucina che non è semplicemente "meno italiana": è un'altra cucina, nata dalla memoria italiana e dalla realtà brasiliana.
La cucina riflette quindi la storia di un popolo di emigrati l'Italia ha portato il proprio sapere gastronomico in Brasile e il Brasile ha restituito all'Italia nuove interpretazioni di quel sapere.

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