Questo
monumentale sacrario, nel quale riposano oltre 31.000 soldati
tedeschi, vuole rappresentare una vera e propria lezione
di pace e di umanità.
Qui infatti non c'è assolutamente spazio per alcun genere
di orgoglio guerresco, come neppure di facile retorica,
mentre si dovrebbe visitare con grande rispetto ed osservarlo
come monito per il futuro per non cadere negli stessi sbagli
del passato.
Negli anni immediatamente successivi al secondo conflitto
mondiale i 110.000 caduti tedeschi della Campagna d'Italia
erano stati sepolti nei cimiteri comunali più prossimi ai
luoghi di battaglia e quasi sempre con sepolture a carattere
provvisorio. A partire dal dicembre del 1955 la Germania
ottenne dagli Alleati l'autorizzazione ad erigere monumenti
ai propri caduti.
Per accogliere i resti dei caduti germanici sulla Linea
Gotica si scelse il Passo della Futa. Questo perché fu il
luogo che per diversi mesi vide assestarsi il fronte difensivo
tedesco, nonchè le più aspre e sanguinose battaglie con
il maggior numero di morti. Nei mesi successivi all'accordo
si iniziò la realizzazione del cimitero militare tedesco,
conosciuto anche come Futapass. L'inaugurazione avvenne
il 28 giugno 1969 e a quell'epoca nel cimitero riposavano
30.665 caduti, mentre oggi a seguito di continui ritrovamenti,
per lo più casuali, questa cifra è salita a 31.229. Pertanto
bisogna rammentare che questo cimitero è il maggiore sacrario
germanico in Italia per numero di salme.
Il progetto venne affidato all'architetto Oesterlein il
quale doveva interpretare nella forma il motto che "le
tombe di guerra incitano alla pace, chiunque voglia collaborare
alla diffusione delle idee per la pace è il benvenuto".
L'ingresso del cimitero è contraddistinto da uno stretto
passaggio. Non c'è risultato monumentale bensì grande modestia
strutturale.
Sulla destra si scorge immediatamente un muro in pietra
che per una lunghezza di duemila metri sale a spirale ed
abbraccia l'intera collina.
Questo muro termina in un triangolo verticale alto una dozzina
di metri, simile ad una vela, che si erge verso il cielo.
Alcuni sostengono che questo particolare architettonico
simboleggia un ala di aquila, ossia il simbolo per eccellenza
dell'esercito tedesco.
Tutto
l'articolo sul Cimitero Militare Futapass è stato scritto
da Maurizio Valentini sul depliant intitolato Due passi
nella storia creato dal Centro Documentazione Pianese e
patrocinato dal Gruppo di Studi Savena Setta Sambro.